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C’è uno strano fascino nella grafica low-poly dei tardi anni Novanta. Le texture tremolanti, i pixel visibili e i modelli spigolosi della prima PlayStation non sono solo limiti tecnici. Oggi, quell’estetica “PSX” sta vivendo una seconda giovinezza grazie al fenomeno del retro-horror e della vaporwave. Tuttavia, un creatore messicano ha deciso di spingere questo trend verso territori inesplorati.
Victor Estrella, noto sul web come @vicestrella.psd ha iniziato con una serie di esperimenti visivi, principalmente sui social Instagram e TikTok.

> low-poly e cultura messicana

I lavori di Estrella si presentano come una curiosa fusione: metropoli messicane viste attraverso il filtro di un autentico videogioco per Playstation 1, ispirate da titoli come Silent Hill (1999) e Resident Evil (1996).

Nelle sue clip virali, la nebbia volumetrica tipica dei vecchi hardware non serve a nascondere i limiti di rendering di una console, ma avvolge scenari incredibilmente familiari per chiunque abbia vissuto in Messico.

 Biblioteca Centrale dell'UNAM, Paseo de la Reforma, la Centrale Alameda, la Torre Latinoamericana e la Biblioteca Vasconcelos.
Tra i luoghi più iconici della capitale che ha condiviso, ci sono la Biblioteca Centrale dell’UNAM, Paseo de la Reforma, la Centrale Alameda, la Torre Latinoamericana e la Biblioteca Vasconcelos.

Victor Estrella prova un grande apprezzamento per la Città del Messico, la città in cui è cresciuto e ha trascorso tutta la sua vita. Spiega nell’intervista

“Fin dall’inizio volevo creare un’esperienza visiva nostalgica”. “Volevo esprimere come vedevo la città quando stavo crescendo, quello che lo ha reso nostalgico, riconoscibile […] quello che volevo era mostrarlo nei video, nelle animazioni..”

Estrella ha deciso di esprimere la sua nostalgia e il suo amore per la sua città natale attraverso lo stile dei videogiochi che lo hanno influenzato crescendo.

“Nei videogiochi si vedono sempre i taxi gialli, forse sai che è un taxi, ma come messicano non mi racconta tanto … poi ho detto, e se lo facessi con qualcosa nella mia città, qualcosa della mia cultura?”

Victor Estrella lavora con il software open-source Blender.
Ispirato dai giochi di mistero e horror di sopravvivenza ha deciso di raccontare i miti e le storie del paranormale della cultura messicana. Tra i suoi lavori si possono identificare i personaggi delle tipiche leggende messicane: El Charro Negro, La Llorona o La Ironada.

Leggende messicane nei lavori di Victor Estrella

> altri lavori e progetti

Victor Estrella sottolinea come tutto è iniziato come un’esperimento: voleva solo vedere come sarebbe stata la sua città nell’estetica dei videogiochi che ha apprezzato durante la sua infanzia. Sui social media i suoi lavori hanno riscontrato un grandissimo apprezzamento e sono diventati estremamente virali, raggiungendo anche decine e centinaia di migliaia di likes ciascuno.

Le sue animazioni sono state rilasciate ufficialmente su Wallpaper Engine, l’applicazione di Steam che permette di utilizzare sfondi animati e interattivi sul desktop del PC.

Tra altri progetti Victor Estrella ha lavorato come animatore a un cortometraggio animato Historias de Miadianoche, un horror che racconta le storia di un tassista nella città del Messico.

> conclusioni

Il lavoro di Victor Estrella mostra il fascino della grafica low-poly tipica dei videogiochi per la prima Playstation, e come essa può essere implementata per raccontare altre realtà che sono differenti da quella tipica raffigurata nei videogiochi mainstream. L’intenzione di Estrella di rappresentare la cultura in cui è nato è cresciuto dona alle sue animazioni un’atmosfera che sono uniche del suo genere, lontane dalle tipiche città e metropoli occidentali.

> fonti