> introduzione
È il 1981. I videogiochi arcade sono al loro apice: Space Invaders, Pac-man, Donkey Kong, Galaga. Le sale giochi sono presto diventate veri e propri centri sociali dove schiere di appassionati si riuniscono per giocare e discutere dei loro titoli preferiti.
È in una di queste sale giochi senza nome, nei sobborghi di Portland, Oregon, che appare uno strano cabinato, dall’aspetto modesto e semplice. Il titolo: Polybius, sviluppata da Sinneslöschen, 1981.

A prima vista assomiglia a un qualsiasi altro cabinato da gioco dell’epoca, ma presto iniziarono a spargersi dicerie: segnalazioni di malessere, amnesia, incubi e cambiamenti comportamentali tra coloro che ci hanno giocato.
Secondo la storia, Polybius rimase nelle sale per circa due mesi, per poi essere ritirato dal mercato senza lasciare alcuna traccia.
> il mito di Polybius
Fin da subito il gioco fece nascere numerose teorie del complotto e leggende metropolitane. Si dice che Polybius riscontrò una certa popolarità: si doveva attendere in file lunghissime per il proprio turno nelle sale giochi. Creava una serie di effetti indesiderati al giocatore: convulsioni, amnesia, insonnia, dipendenza e allucinazioni.
Si afferma che le macchine fossero visitate da uomini in nero, che raccoglievano dei dati dall’interno dei cabinati. Alcuni dicono che il gioco potesse accendersi autonomamente. Si sospettava che Polybius non fosse un semplice videogioco ma un esperimento per testare le risposte del sistema nervoso agli stimoli psicoattivi del gioco.
Il racconto narra di come durante le partite, soverchiate dalla colonna sonora, ci fossero delle tracce audio con messaggi subliminali dirette al giocatore.
Iniziarono i collegamenti tra Polybius e il programma di controllo mentale della CIA, MKUltra.

La leggenda narra di come le funzioni mentali e cognitive dei giocatori fossero alterate: questo spiegherebbe come nessuno è in grado di dare un resoconto attendibile del gioco. Si vocifera che alcuni impazzirono, altri si tolsero la vita.
- Il nome del gioco “Polybius” fa riferimento a uno storico greco, vissuto tra il 206 a.C e il 124 a.C. Nato in Arcadia il suo nome si traduce come “Tante live”. Studiò in modo particolare il sorgere della potenza della Repubblica Romana.
- La presunta casa di produzione di Polybius, Sinneslöschen non è rintracciabile in nessuno documento dell’epoca. Il nome tedesco si traduce a grandi linee come “Estinzione sensoriale” o “Perdita di sensi”.
> Polybius nella cultura popolare
Soprattutto nella cerchia di appassionati di retrogaming è possibile trovare svariate ricostruzioni e prototipi della cabina da gioco.
Disparate sono anche i giochi creati dalla comunità in rete, che cercano di ricostruire una versione giocabile di questo enigmatico titolo.
Nonostante il mito sia da tempo sfatato, sono stati dedicati a Polybius numerosi riferimenti e omaggi nella cultura popolare. Riportiamo alcuni esempi:


> conclusioni
Non esistono prove dell’esistenza di Polybius: si tratta con ogni probabilità di una leggenda metropolitana, divenuta popolare anche grazie all’avvento di internet negli primi anni 2000. La leggenda di Polybius raccoglie in sé molte delle preoccupazioni riguardanti il nuovo medium videoludico: la possibilità di creare dipendenza e il controllo delle giovani menti.
> fonti
- Space Invaders
- Pac-man
- Donkey Kong
- Galaga
- Polybius
- Progetto della CIA – MKUltra
- Un prototipo di cabinato Polybius realizzato da Rogue Synapse
- Polybius nell’ Episodio 3 della diciottesima stagione dei Simpson
- Polybius nel video musicale di LESS THAN di Nine Inch Nails
