Il 12 Marzo 2017 un canale Youtube di nome Petscop pubblicò il suo primo video: dalla durata di circa 9 minuti, esso è un Let’s Play, genere molto in voga e popolare all’epoca sulla piattaforma.
Paul, il creatore, mostra agli spettatori il gameplay di un gioco chiamato Petscop, creato da Garalina nel 1997 per la Sony Playstation 1.
Paul spiega come l’intento principale della serie è quello di mostrare il gioco a una sua amica. Dai resoconti di Paul, sembra che Petscop sia un gioco inedito e incompiuto, mai arrivato sul mercato.
Per esempio, l’area centrale del gioco, detta Gift Plane, è rimasta incompiuta: l’asfalto della strada non porta da nessuna parte, interrompendosi bruscamente.

Il giocatore controlla una strana creatura color verdognolo, senza braccia. L’obiettivo sembra quello che catturare diversi animali domestici sparsi in giro per la mappa risolvendo dei puzzle e altri rompicapi.

L’atmosfera del gioco è allegra, spensierata, con colori accesi e brillanti, accompagnata da una colonna sonora 16 bit, dal sapore di classici videogiochi anni ’90.
L’estetica del gioco è basata su grafiche poligonali grezze, texture piatte, forme geometriche minimali, tipiche della prima Playstation, che contribuiscono a creare un’ambientazione onirica e surreale.


Petscop avrebbe dovuto contere in tutto 48 animali collezionabili ma esiste solo un livello, Even Care, con solo 5 animali. Dopo aver catturato le diverse creature è possibile sbloccare la loro descrizione nel menù di gioco, sotto la voce “Pets”.
Dopo aver mostrato le meccaniche di base, Paul spiega come, insieme al disco del gioco ha trovato anche un biglietto con sopra un codice. Inserendo questo codice in una specifica stanza si può accedere a una zona segreta del gioco.

Paul arriva così nella nuova zona, detta Newmaker Plane, che appare principalmente come una vasta distesa erbosa. L’atmosfera infantile e allegra è sostituita da un’ambientazione oscura e a tratti inquietante. La musica si interrompe, sono udibili solo i passi del giocatore.
Inizialmente questa zona sembra completamente vuota e priva di punti di interesse. Dopo un’ora di ricerca nell’oscurità, finalmente arriva presso una porta che però non può aprire, in quanto il personaggio non possiede braccia. Finisce così il primo video.
“it seems like…this part of the game was made for somebody to see….Not me, certainly.”
– Paul
> che cos’è davvero Petscop ?
I video pubblicati sul profilo di Paul ha fatto sorgere numerosi interrogativi, facendo nascere teorie e leggende metropolitane in tutto il web: Petscop è reale? È veramente giocabile? O è solo un’animazione molto elaborata? È un ARG?
La serie consiste in ben 24 episodi che esplorano il gioco e i suoi svariati segreti. Numerosi indizi si possono trovare, sparsi in giro per il mondo di gioco, che fanno riferimenti a una tragedia veramente accaduta.
Attenzione: la sezione seguente contiene argomenti delicati.

La serie fa spesso riferimento al tragico omicidio di Candace Newmaker, una bambina americana morta durante una sessione di terapia di “rinascita” condotta da psicologi non autorizzati.
Il tema principale di Petscop sembra essere l’abuso sui minori e la conseguente perdita dell’innocenza. Esso si riflette anche nella presentazione del gioco stesso: inizia come un gioco allegro sugli animali domestici che si corrompe man mano che si procede.

Petscop non è mai stato definitivamente “risolto” perché il suo creatore, ha volutamente scritto la storia in modo ambiguo e aperto all’interpretazione, piuttosto che fornire una conclusione concreta e definitiva. Invece di una chiave di lettura, il progetto è una profonda narrazione psicologica su trauma, abuso infantile.
Poiché non esistono risposte ufficiali la storia continua a essere oggetto di accesi dibattiti e teorie da parte della sua community.
Vi lasciamo qui il primo episodio della serie di Nexpo, che analizza Petscop nei minimi dettagli:
> conclusioni
Petscop è ampiamente celebrato come un’opera fondamentale e magistralmente realizzata del genere horror online. Viene elogiato per la sua trama complessa, l’autentica estetica PlayStation 1 e le tematiche psicologiche surreali. Sebbene il suo finale labirintico e criptico abbia diviso alcuni spettatori, rimane una pietra miliare nella narrazione digitale. Il suo formato fu all’epoca rivoluzionario: ha definito il genere “gioco perduto” (horror analogico) su YouTube, sfumando il confine tra una serie Let’s Play, web series e leggenda metropolitana.
